martedì 30 marzo 2010

... Selene ..



... non chiedermi : -" che sogni ?!"
perchè io sogno la realtà che diventa
e ti racconto quello che sarà ...
... ed è successo molto prima che potessi capirlo
ed è successo perchè potessi comprenderlo.
Ho smesso da tempo di far distinzione tra l'uno e l'altra :
sogno, son sveglia, è uguale, coincide
è un linguaggio diverso che ora suona simile, quasi lo stesso ...
vivo di metafore perchè la realtà è questa, non basta a mostrare tutte le sfumature ; le immagini han bisogno di parole e le parole, di immagini
e l'eco si profonde
e il cuore è pieno e grato...

... sorridevamo l'altro giorno, per quanto era grande la nostra ingenuità ed eravamo lieti d'aver camminato al fianco, lenti, mentre tutti pensavano che stessimo correndo... e ci guardiamo e siamo ... e ti ringrazio d'avermi contenuto e mi ringrazi d'averti aspettato e sono felice che mi vieni incontro e sei felice di scoprire altro ... proteggendo il mio disagio, coccolando il tuo disagio ... il silenzio ha un suono in Noi ha un senso ...

....Adoro chi mi ha chiamata Passione e Costanza, così estreme d'essere i confini perpendicolari dell'Amore , troppa grazia in queste sue parole, troppa grazia per non sentirla mia ...

... non so se ho varcato il cancello, ma rido, perchè sulla mia via TUTTO TORNA ed i miei sogni di carta sono vento,
io sono vento
e Sono !

venerdì 19 marzo 2010

... andiamo oltre ...


... m'appoggio al palmo della mano, resto a guardare tutte le parole che come passepartout fanno scattare infinite serrature ... mi pare così semplice, ma tu non vuoi vedere ...
spii nascosto e vedi solo ombre che ti tolgono certezze
... non so spiegarti come guardare il mondo, è innata attitudine ed esperienza, ma te lo mostro tenendoti al mio fianco
... non c'è malizia in quel che vedo, c'è sperimentazione, coinvolgimento empatico, vivo vite che non son la mia, perchè qui non c'è qualcosa da imparare ... si ferma tutto a una domanda: " cosa c'è ?" e li finisce perchè, perchè ribalti su di me ogni risposta ...
... non sono l'oracolo dei tuoi dubbi, sono la fata che alza il velo ai tuoi confini ...
cerca, cerca davvero la domanda giusta, scoprirai che il soggetto sei tu ...
... lo sai che sto imparando a non appoggiarmi a te, vivere al fianco è quello che desidero
è quello che vorrei per te ... e se ci pensi, cambiare in questo senso non può far paura ...
... guarda, guarda insieme a me quanto spazio ancora potremmo occupare oltre i confini che sto liberando
... guarda insieme a me, non mi lasciare sola perchè sei spaventato da quello che non sai ...
quello che imparo non lo tengo per me, lo riporto a NOI, non ho nulla da nascondere, ora sono libera e so volermi bene così .... non mi pare poco
... è così difficile ?
... è così terribile ?
... fai tutto ciò che vuoi, cosa ti fa credere che tu sia migliore ? che io non abbia la stessa responsabilità ? che io sia così stupida da mettermi nei guai ? che gli attributi ti consentano di farmi sentire sporca quando non lo sono ? che quello che fai tu sia sempre giusto, ma se lo faccio io di sicuro è sbagliato ....
... ridammi la mia dignità, io me la sono già presa e tu nemmeno te ne sei accorto
... riprenditi la tua dignità, il tuo coraggio, la tua serenità
.... appoggiata al palmo della mano, aspetto che cominci a camminare verso me ... possiamo sbagliare, dovremmo farlo insieme ......

giovedì 18 marzo 2010

... credi che sia così sprovveduta ? !! ...


... Ida continua a sorridermi, ad annuire, a sostenermi, a sentirsi liberata dal mio atteggiamento che lei ritiene " buonismo" .... pessima parola, Ida ... e forse hai ragione visto che fin'ora ho incassato l'inverosimile giustificando ogni soppruso con mille alibi ... hai ragione, certe persone non hanno limiti e bisogna incazzarcisi perchè li sentano .... addirittura credono che una reazione pacata dimostri disinteresse nei loro confronti .... Se vuoi te lo dimostro come esco dai gangheri, se vuoi mi alzo da questa cacchio di poltrona e ti dico che mi sono rotta le palle di stare qui a vederti darmi ragione, a sentire ogni volta "bene" "brava" .... non ho bisogno di sottolineare quel che sono, sono e basta. Credi non sia capace di gridare in faccia a qualcuno che si comporta da idiota? Che non abbia mai sentito il desiderio di dare un ceffone o di mollarlo proprio? Credi che non odi ? Credi che non abbia desiderato che qualcuno soffrisse le pene dell' inferno ???Credi che non sia in grado di arrivare nel profondo di chi mi ferisce e renderlo piccolo come fa sentire me? Credi?!! Forse meno di quanto puoi averlo fatto tu, mi sa !
HO SCELTO DI VIVERE DIVERSAMENTE
Ho scoperto presto che il rancore non porta lontano, la rabbia è il gesto di un attimo, l'odio non dà pace nel tempo ... Io dimentico, patisco, soffro, m'incazzo, parlo, scrivo e dimentico ... nel mio viaggio, lascio indietro, abbandono ciò che mi fa male, non è importante e se l'ho provato da qualche parte è rimasto, come un guizzo, un lampo di intuito mi bloccherà il passo e mi fiderò di me .... il problema è quando, per quanto io cerchi di allontanarmi, vengo di nuovo trascinata indietro con lusinghe che mascherano la verità ... Non è buonismo, sai, è credere che c'è del buono, ma poi rimbalzo come su un muro di gomma e mi stupisco, ogni volta, non posso crederci, non voglio crederci: ho sbagliato. Ho sbagliato ? Io ? No, non ho sbagliato, mi sono legata profondamente a ciò che ho sentito vero e ho resistito a tutti gli urti cercando di sentirlo ancora ... forse in questo ho sbagliato, nell'essere tenace, nel crederci sempre ... mentre le cose cambiavano e non c'era il coraggio di dirmelo chiaramente ....
Sono un delirio, lo so, ma è facile capirlo, non ti nascondo niente di quello che mi passa per la testa, o meglio, che mi attraversa il cuore .... troppo facile? Non credo, non c'è mai certezza di quello che farò ....
Ida, abbiamo coccolato il mio angolo del disordine, dove trovo tutto, dove c'è movimento e vita, dove amo perdermi, dove custodisco l'essenza di me, ci abbiamo messo le mani, ti ho lasciato frugare, ti ho fatto bella mostra di ogni mio prezioso segreto, di ogni mia vanità, di ogni mia libertà, lo vedi, lo sai, amo scegliere quando stare da sola, ma sentirmi rifiutare, cazzo, Ida, questo proprio non lo sopporto ..... l'ho già vissuto ed ero inerme, non l'ho più permesso, l'ho indotto, certo, parecchie volte, perchè non si patisse quel male che m'ha lasciato il solco, ma inerme ancora no, non starò zitta fino a quando faccia a faccia non mi venga detto tutto e che mi paia VERO o altrimenti si adotti per sempre l'ASSOLUTO SILENZIO ....

domenica 14 marzo 2010

sollievo


.... io non credo nella sostituzione, nel rimpiazzo, nel cercare di colmare con altro ciò che mi manca
... io credo nella scelta senza peso, nelle persone che ho al mio fianco, nel procedere alimentando un comune sentire
... io non abbandono ciò che ho creato fino a che ho non dato tutto e non scelgo surrogati di emozioni
.... io sopporto il peso del cambiamento per aumentare la mia visione e condivido
.... la quotidianità ha il suo pregio, la continuità ha il suo pregio, il ritrovarsi dopo tempo ed arrivare lo stesso nelle fondo dell'anima ha un senso .... il resto è inutilità come cercare una normalizzazione quando non si è mai percorso lo stesso viaggio .... Ritorno in me e chiudo

giovedì 11 marzo 2010

... ma sì, dai... !!!!





...'che mi aggrappo a pensieri felici e mi trovo innamorata e leggera ... !!!

... e non penso ad un momento preciso,
nè ad una parola
o un luogo
o uno sguardo,
ma al senso intimo e profondo d'essermi voluta abbandonare,
affidare
ad un egoismo che ha forzato il mio
facendomi sentire meravigliosamente libera
dimentica di tutto
mai sazia ma appagata in ogni istante
e curiosa
e vogliosa
d'immergermi ancora
..... di perdermi
e scoprire
e sapere
e sapore
e l'odore
il gioco
e la forza
e l'abbandono in tenerezza
e le risa e i sorrisi
ed ancora .... ancora,
ancora, per sempre
dentro me .... !!!

"ci sono cose cui penso di non potermi adattare ed altre, che per lo stesso motivo, non posso farne a meno!"

martedì 9 marzo 2010

... prologo ...

... " Devi telefonarmi ogni giorno" lo disse con aria seria, decisa. Già mi sentivo in colpa per come quella presunzione mi facesse sentire piccola ... e non lo ero più.
Mi aveva lasciata che avevo sei mesi, ed ora, a distanza di vent'anni, s'imponeva con un diritto che mai aveva esercitato. Non c'era amore, in quella richiesta, non l'ho mai avvertito nemmeno ripensandoci negli altri venti che ho vissuto ...
Io dovevo. Io, che ero stata messa da parte, lasciata a mia madre, io, figlia illegittima, figlia di una ragazza madre, illusa d'amore e orgogliosa del frutto di quello che riteneva un atto d'Amore. Sì, Amore, è ciò in cui ho sempre creduto, ciò che ho imparato a sentire a pelle, cogliendo sfumature che paiono impercettibili ....

Lui, esigeva una continuità, che non aveva mai avuto ed io odiavo questa sua presunzione, ma era mio padre, e l'ho sempre chiamato .... almeno giustificavo il senso del tradimento che pativo per colui che mi aveva cresciuto nei primi sedici anni della mia vita: Dano.

Mio padre era uno che diceva " ... aspetto che cresca, cosa voi dire ad un bambino piccolo? " forse con me ha aspettato un po' troppo, lasciando in sospeso un dialogo che non è mai avvenuto, ma ha preteso che io fossi quella che lui aveva in mente; sciocco.
Mi venne a cercare, attraverso un fratello di mia nonna. Era riuscito a riprendersi una vecchia baracca sul lago e a comprarsi il solido albergo che il suo socio aveva fatto fallire. Era riuscito a far modificare la destinazione d'uso in abitazione e da 15 anni conviveva a due passi dal lago con la compagna che l'aveva aiutato in questa impresa, la figlia e la nipote di lei. Era riuscito a mettere da parte abbastanza quattrini, da poter abbattere la baracca e farci edificare un vero e proprio ristorante. Fu a quel punto che si ricordò di me, forse, come gli disse suo fratello, per sfruttare la figlia, dopo aver sfruttato mia madre. Ma questo lo seppi dopo.

Ero incinta quando mia madre mi disse : "ti devo parlare di una cosa complicata". La invitai a sedersi sul mio letto e d'un fiato : " ... tuo padre è Gino, ti è venuto a cercare" Non mi sfiorò nemmeno il peso che dovette sopportare per arrivare a dirmi quelle parole, già piangevo pensando a Dano, mi lacerava il cuore il senso di tradimento. Avrei detto sicuramente sì, che avrei voluto ritrovare mio padre, ma questo significava trovare il modo per non ferire chi lo aveva fatto al posto suo .... Dano lo sapeva, tutti sapevano : il segreto di Pulcinella che il diretto interessato viene a sapere per ultimo. In verità, lo sapevo anche io : le foto del baule di latta me lo avevano sempre detto. Al mio battesimo, c'era Gino. Nei primi mesi, c'era Gino. Nelle foto di ragazza di mia madre, felice e radiosa, c'era Gino e poi non più ... Quante domande avevo fatto, quante spiegazioni avevo chiesto, a quante risposte più o meno plausibili avevo creduto ... quanto livore avevo taciuto per quello che ritenevo un usurpatore. Noi bambini siamo così : moralisti nel midollo !

"Non hai ambizioni" era la ripetuta epigrafe all'immagine che si era costruito di me, quando coccolavo mio figlio o mi mostravo fiera d'essermi costruita una famiglia e sentirmi appagata e desiderosa di diventare di nuovo madre. Ambizione? Nessuno me l'aveva insegnata; a casa mia si viveva in serenità, non c'era bisogno di dimostrare nulla a nessuno, si godeva di ciò che c'era, si risparmiava per poter andare in vacanza in Sardegna, si aspettava l'arrivo di papàDano, nonna cucinava per gli ospiti che,fissi, il sabato venivano a giocare a "bestia" sul tavolo rotondo coperto dal panno verde e fumavano tanto da far sembrare la cucina una bisca clandestina della peggior tradizione bolognese, e m'abbuffavo di documentari e di passeggiate lungo il Savena tra gli orti degli amici di mia nonna ... questa era la mia quiete, questa era la mia vita, di quale ambizione avrei dovuto affaticarmi?!

Non c'era mai stato e come una tempesta arrivò nella mia vita, presuntuoso, vile e distratto all'emozioni, ai sentimenti, come l'era sempre stato. In quei vent'anni che m'ha concesso, la mia più grande soddisfazione è stata assecondare il suo bisogno di riparare senza mai rinfacciargli le mancanze, dimostrargli che il denaro non fa la felicità, che nelle difficoltà una famiglia unita è la miglior squadra e vince sempre e che nonostante non fossi quella che sperava io ero una bella persona ... Non mi citò nemmeno come presenza nel suo testamento, oh, certo, l'ultima frase fu per me quando, con gli occhi coperti da una patina azzurro intenso, rispose alla badante che gli chiese: " Gino, chi è questa ragazza!?" ... " La mia bimba!" ... Ecco, potevi rimanere in silenzio, potevi evitare vent'anni di niente, di disperata speranza di sentirmi amata, di umiliazioni perchè non ero quella che avevi creduto, di condizionamenti perchè eri mio padre e non potevo chiederti perchè mi avevi lasciata, vent'anni di scuse idiote per giustificare il perchè avevi lasciato mia madre, vent'anni che mi hai fatto vivere come se tutto ciò che tu mi davi avesse molta più importanza di me ed io dovevo essere grata di questa tua concessione ... " la tua bimba" sì, lo dicevi a tutti : un vanto che non è mai stato un tuo merito, un vanto solo a parole, un vanto perchè i miei fratellastri, quelli a quali mi hai sempre nascosto, non erano nemmeno in grado di provvedere a loro stessi, un vanto perchè nonostante tu te ne sia fregato io c'ero, con tutto l'amore che avevo imparato, con tutta la speranza che anche tu lo conoscessi .... Allora, m'illudo ancora che nel " la mia bimba" sia racchiuso tutto l'amore che non sei stato capace di darmi, un ultimo saluto, tre parole che forse solo io posso sentire affettuose, solo perchè resti nel mio cuore almeno una briciola di buono dell'uomo incapace che ti sei dimostrato.

Ah, sciocca me, nutrita di speranza e amore, sciocca me che mi lascio scompigliare dal vento credendo che abbia un senso, sciocca me che per quanto mi si continui a ferire, trovo un senso dubitando d'aver mal compreso, aspettando che il buono arrivi, perchè deve essere così, non si può vivere altrimenti !

domenica 7 marzo 2010

... l'abisso ...


... vuoi sapere cosa significa morire? Non essere sentiti, questo è morire. Essere ogni giorno umiliato per le proprie speranze, per le proprie piccole gioie, per il tempo che hai il coraggio di dedicare a te, essere vigliaccamente usato per i capricci altrui, essere obbligato a sentirti sponda per i bisogni degli altri o costretto ad occupare il vuoto che gli altri lasciano .... questo vuol dire morire, una parola alla volta, un sopruso alla volta, un' indifferenza alla volta .... E per quanto tu possa cercare di comunicare in maniera diversa ciò che provi, non ci sono orecchie che ti ascoltino, l'egoismo è più forte di ogni pensiero. Rido in faccia a chi mi dice "t'accorgi di quello che hai perso solo quando lo hai perso"... coglioni ipocriti ... imparate a dare un senso a ciò che avete, imparate a guardarvi dentro, imparate ad avere attenzione, imparate cosa vuol dire essere responsabili di voi, dei vostri rapporti, imparate ad ascoltare ciò che vi viene detto, ciò che vi viene perdonato, ciò che vi viene chiesto, imparate ad accettare che non esistete solo voi e che la libertà propria come quella degli altri è semplicemente il modo migliore per avere e dare rispetto ... la fiducia, come diceva un idiota, "è una sola", metterei l'accento tonico sulla "o" ,la fiducia per me è tutto e se l'hai tradita ed io ti amo, voglio poterla ricostruire insieme a te ... costruire, non distruggerti. E' così complicato rispettare i sentimenti altrui? E' così difficile imparare a sentire ? E' così difficile combattere i propri mostri senza riversarli su chi ti è al fianco? E' così difficile accettare che non si è in grado di vivere senza qualcuno prima di perderlo e cominciare una strada in cui entrambi tracciano il solco? Non si può accusare gli altri senza considerare ciò che si fa, non si può sempre pensare d'avere ragione, non si può sempre pensare che una parola buona o una carezza cancelli centinaia di gesti cattivi o parole che come lame squarciano la vita o che i silenzi curino.. non si può, non si può ....
Non so se questa è una strada, sto procedendo, sto arrancando a colpi di macete in questa foresta che osa pararmisi davanti .... sarò uno scricciolo di donna, sarò mielosa e positiva, ma cazzo, questo non dà diritto a nessuno di calpestarmi o di fingere di non sentirmi ....
E non mi fa paura, mille volte ho sentito la morte dentro, ma fin che posso, finchè ne avrò la forza troverò il mio appiglio alla Vita.
Odio, odio fortemente chi non sa gestire istinto e ragione, a me tocca farlo e mi odio

lunedì 1 marzo 2010

... bassa marea ...


... eppure la Luna è alta e piena...
... credo d'aver cercato troppe emozioni, d'essere colma
torna l'idea d'essere la pedana di battuta per spiccare il volo
la voce che incita ad aver coraggio
il sorriso che fortifica l'ego ...
... mentre ciò che voglio per me è la cura, la perizia, l'amore per rimarginare la mia pelle, sì che nessuno mostri pena o tristezza o dolore, ma sorpresa perchè quel che ho patito paia amore, solo amore, solo questo ... voglio per me l'antidoto al veleno che ho sorbito ... e sono io, lo cerco in me, mentre vi ascolto, mentre vi sostengo, mentre mi calo nelle vostre vite come fossero la mia, perchè mi specchio, ne ho bisogno 'che non mi vedo, mi sento solo e sono colma
e sento il vuoto
ora che ho preso coscienza d'aver varcato i miei confini, limiti d'esperienza non di pensiero, 'che il mio pensiero è oltre il mio corpo da quando mi ricordo ...
e mi faccio largo tra confini non miei, che da muri ho trasformato in siepi per guardare oltre, perchè non fossi sola durante il mio cammino, e non temo di ferirmi le mani, di ferirmi la vita ... lo so che c'è un mondo che aspetta, che ho voglia di toccare con i piedi nudi, di annusare, di esserne sorpresa, di riscoprirmi ancora ...
e non c'è un tempo stabilito, ma sento la fatica di reggere il timore di chi non ha coraggio di vedermi cambiare ... io che tornavo indietro per uno sguardo cupo, per un broncio da bambino ... io, che ora non rispondo e rimando l'incertezza a chi l'usa come colpa, che per amore mio ho voglia di decidere per me e il garbo m'è maestro nel proteggere chi amo ... io che per andare avanti ho sempre conservato tutto ciò che m'apparteneva il cuore,... non ho pace nel passato, non ho una voce, non ho nulla, null'altro che i ricordi miei e pagine di un libro e parole che viaggiano nell'etere, ... come dette al vento ... e poi sorrido quando l'eco arriva lontano, perchè io sussuro quando parlo con il cuore e mi sorprendo per ritrovarmi altrove e mai dove vorrei ..........
La Luna è alta e piena stasera e non capisco perchè mi fa sentire così sola ...