venerdì 7 ottobre 2011

... comunque ...

... perché Ida mi dava l'idea che io stessi sprecando il mio Amore ?
... sono ancora possibilista, convinta che non sia sprecato
 mai !!!

... m'innamoro prima di agire e " ti amo" è un patto di sangue, per la vita, forse oltre ...

Ida m'ascoltava, moglie felice ?!
... e presi lei come oggettivo specchio,
forse erano tutti veri, parti di me,
lo stesso ascolto,
ma mi attirano i modi e più li credo equilibrati e per il bene mio più mi sono affini
nell'accoglienza, nella comprensione, nella riflessione
e rimandano la stessa eco epurata dal preconcetto e, qui io e non lei, mostrando apertamente i propri limiti ...
... ecco, io ero, libera di mostrarmi e scegliere di tacere o dire ...

Ciò che Ida mi  ha detto, ho il dubbio di pensare,  è ciò che le ho ammesso io ...

" era un'opinione personale, Ida, c'eravamo spinte così lontano ? "

... hai chiamato invidia, l'arte di entrare in empatia con ciò che non mi corrisponde appieno ...
è il mio coraggio, mi spingo sui crinali per il desiderio di vedere oltre, per poter decidere, per mettermi alla prova ... non posso essere solo il Saggio, non posso essere solo Arqual ... procedo in un equilibrio che non è più così scosso dal vento, ma dentro, lo sento e ho giurato di non rivolgergli più la parola !

mercoledì 5 ottobre 2011

... presente ...

... a volte dimentico di aver la forza di cambiar le cose,
a volte dimentico di occuparmi di me,
a volte dimentico di vivere ...

 penso che tutto questo sia un lusso che mi hai concesso

allora mi sorprendo e sorprendo anche te ...

martedì 4 ottobre 2011

... fino a quando ...

...  m'è scivolata di dosso la dolcezza
slacciata dalla continua indifferenza dei miei desideri
dei miei bisogni ...
... ogni gesto arriva sulla mia carne cruda come una profanazione e mi odio, ti odio per la tua indifferenza, per la mia incapacità di farti comprendere quello che sento, rinchiusa nell'immagine che hai di me, compressa nei doveri che mi hai assegnato e che devo assolvere nella modalità che intendi ...  subire i tuoi bisogni, accontentarmi delle tue briciole, comprendere i tuoi pensieri silenziosi, ascoltare le tue immutevoli frustrazioni,dare per certo d'essere importante ... e non mi basto, non mi basta essere la tana umida che contiene le tue frustrazioni, non mi basta essere eco delle tue lamentele, non mi basta d'essere rassicurante presenza cui volgi lo sguardo quando ti senti smarrito, non mi basta essere una formalità, una consuetudine, non mi basta ... non mi basta più niente se non mi sento ... non ho più un corpo per quanto umiliato lo stesso mio pensiero ... è come annaspare così vicina al vortice ... sono semplicemente stanca, stanca di non trovare il modo di smaltire il veleno che ho scelto di sorbire ...



lunedì 3 ottobre 2011

... m'impegno ...

... amico mio, sai, a volte sento così possibile l'essere rassegnata;
mi sono ascoltata nel momento in cui l'ho pensato e mentre una parte di me è talmente stanca da adattarsi pietosa a questo stato, un'altra mi guarda ghignando beffarda : " sì, te che ti arrendi ?! ma a chi lo racconti ??! ". Le prenderei a sberle, entrambe; una perché detesto essere così remissiva e senza forza, l'altra perché mi pungola e non mi lascia crogiolare in pace nel disgusto, questa non ha nessuna intenzione di vedermi sfibrare tra pensieri cupi e morti ... Eppure il timore era così vivo mentre l'acqua scivolava dalla testa fino ai piedi, neri, impeciati di fatica e sopportazione ...
Vedi amico mio, non è facile spiegarti quanto impegno ho messo per capire che non potevo continuare a vivere come una crisalide e dimenarmi dentro, in cerca di uno spazio che non c'era, così, d'improvviso, ho lacerato il bozzolo rimanendo accecata da una luce che mi pareva il Sole ... il Sole ...
Ah, meraviglia, nel senso pieno e caldo della vita : timore e coraggio, ardore, amore, frenesia e prudenza, imprudenza e coscienza ... che altro ? tutto, tutto quello che puoi immaginare e forse di più ... e mai ti dirò ! Vedi, è come aver vissuto sogno in realtà, poi ... poi è come fosse arrivato qualcuno di fidato, m'avesse preso il viso fra le mani, in maniera dolce e compatente, m'avesse guardato dritto negli occhi e m'avesse sussurrato: " sei troppo felice, non va bene !" ... e un altro ancora, m'avesse guardato di sottecchi, rimuginando sulla mia altalena d'emozioni e invece di salire con me, si fosse girato gridandomi:" scendi, non mi diverto" ...
... ecco, così. Rimango veramente spiazzata: non capisco, ci provo, lo sai, è nella mia natura perché sono convinta che girando tra le mani quei pensieri sporchi, io possa arrivare a capire il motivo che li ha abortiti dalla bocca ... ego te absolvo ... assolvo me che ho osato porre pensiero sul tuo ego ... ma mi pare così innaturale costringere alla " normalità " ( intendiamola come " quello che penso io è " normale ", quello che pensi tu e che è diverso è " anormale" ) o alla " dipendenza " ( intendiamola come " io sto male, quindi anche tu devi stare come me" o come " come puoi esser felice se io non lo sono " ) ... rabbrividivo nello scriverlo, perché vedi, so benissimo che quel che vale per me va bene a me, seguo le leggi morali che porto nel cuore e ho bisogno di comprendere per capire. La vita che mi passa intorno, che decido di conoscere, ha per me fondamentale importanza; se dentro ho avvertito l'impulso, l'intuizione di dover capire, se mi sono permessa di chiedere un pò di spazio fra le cose tue e me l'hai permesso io sento il dolce debito della responsabilità, non può mancare la fiducia, non può mancare il rispetto ... m'accorgo d'essere andata volevo, in un modo che non volevo !!!
Sai anche questo, che son così, ci metto un attimo a prendere la ruzzola dei miei pensieri e a trovarmi altrove e sempre qui, come a riprendere contatto visivo, occhi negli occhi !!
Sì, va bene, so anche che stai ridendo perchè, se hai passeggiato con me, nel mio giardino, sai che per quanto la possa celare, l'utopia di fare andare le cose come piace a me, non mi abbandona !!!!

sabato 1 ottobre 2011

... e poi non dirmi che non ci sei ...

... come a dire che sono
quello che vedo
 quello che sento
ora
forse
meno ... ancora .. per ora

'ché Amo

senza attese
pretese


è dolce egotismo
che ha ritorni di eco inattesi
... inattesi
e diventa istintivo egoismo
se ha Bisogno di vedersi negli occhi tuoi


sottile confine, sottile pensiero


so arrivare alla fine dell'abisso mio, mi fido


ora, ora
se la colpa è quella
d'avere coraggio
e garbo
e non temere il pusillanime
cafone
lo specchio che ho attraversato solo per capire
sapendo di tornare


 io credo
di poter discernere la musa mia
da ciò che opra da quel che ho scoperto d'aver dentro ...


e oso 


e sono quel che sento e quel che vedo ed anche me ...

venerdì 30 settembre 2011

... lentamente, di nuovo, mia ...

... c'è qualcosa nella fine
che sa di principio
un cenno
un pensiero
un sapore
un odore
un rumore
che attende d'esser scoperto ...

c'è, nonostante ci si avvolga nella coltre di memoria
c'è, nonostante ci si allontani nel rifiuto di essere
c'è, nonostante la ragione ripari col vuoto dei sensi

so che mi entra dentro,
dannata moltitudine di sfumature,
il tempo di sorprendermi di nuovo
in un cenno
in un pensiero
in un sapore
in un odore
in un rumore ...

ed eccolo il mio fremito d'anima
della fine, che non è mai fine
ho afferrato il seme di un nuovo inizio ...

giovedì 29 settembre 2011

... eppure ...




... vampe di fuoco greco
odora d'inferno il mio Es
compresso
silente
e Vivo

... tesa come robusta canapa
del trabucco son stata l'ordigno, la forza
travolta
investita
di Vita

rispondo:
son acqua che la ravviva
e aria che s'arde e la nutre

per bene
per il bene
per il mio bene ........................................... non senti?

... m'arrrendo, oh,sì, certo lo dico
a parole
io terra che afferrata in pugno si sbriciola
e copre
poi spegne ...
a parole ...

e sai quando sono suono e quando vibro fin dentro ... trasparente 

... non chiedere la mia fiducia
m'è sacra quanto il mio " per sempre "

mercoledì 28 settembre 2011

... 10 e mezza, Castenaso ...

... era il momento, dovevo entrare... Con un cenno del capo avevo invitato a scendere mamma perché aiutasse la signora che avevamo trovato ad attendere davanti la chiesa sbagliata, Davide è a lato dell'entrata, c'è Donatella e Franca chinate sul passeggino per godere dello spettacolo della vita... Mio Dio, almeno l'ha visto! Altri cento metri fino al parcheggio, i fiori : gerbere arancioni, rose rosse e bianche e lilium screziati di cremisi avvolti in un celophan trasparente e fin troppo rumoroso, troppo rumoroso ... Mamma è già dentro, abbraccio Franca, non è con lei che voglio dividere il mio pianto, non di certo sul bambino, Dio com'è bello, somiglia Davide, com'è ora! Mi presento a Donatella, non ci siamo mai viste, " mi parlava di te, della gravidanza, della cena, del lavoro, è come se ci fossi stata anche io ..." Dai, entro. Da sinistra. E' già cominciata. Appoggio i fiori sull'ultima fila di sedie, troppo rumore, vergogna. Mia madre mi aspetta, vuole che sia io a decidere su quale panca fermarci ... la prima, mamma, qui in fondo, non voglio stare in mezzo alla gente. Davide spicca come un'oasi, a destra dell'altare. Si gira, come se sapesse già dove sono, due parole a sua madre, poi ripercorre il corridoio a lato della navata verso l'uscita a passi che sembrano una corsa, si china su Donatella " c'è Silvia" . Faccio in tempo a dirgli che ci siamo già presentate e con un passo siamo abbracciati sotto il voltone d'entrata... mi solleva un metro da terra mentre i nostri volti affondano l'uno nel collo dell'altra in un pianto che non ha bisogno di parole. Mi trasporta così, rimanendo avvinghiati in un abbraccio che ha la stessa forza, la stessa continuità, in un girotondo che potrebbe sembrarmi imbarazzante se non ci rituffasse nel nostro essere stati bambini-fratelli-amici ... mi lascia, siamo pieni di lacrime, tratteniamo i singhiozzi guardandoci in faccia, poi mi ripiglia, non c'è bastato, sono di nuovo sospesa per aria, sono io quella grande, ora è lui, mi posa " ora basta, vero?" me lo dice col sorriso dolce, non vuole più piangere, non vuole che io pianga. " era così orgogliosa di voi ..." si china, in ginocchio ! " Lo so che sono piccina!" continuo ad abbracciarmelo, la mia testa non arriva che in mezzo alle sue costole ... che pace che mi dà.
Rientro, non amo le funzioni seriali, ma ogni volta che il parroco dice il suo nome devo stringere i denti. L'incenso, mi soffoca
E' finita ? com'è che non lo capisco mai ?
Apro la borsa, c'è il foglio dove ho scritto di lei, lunedì, appena ho saputo, l'arrotolo, lo lego al nastro del mazzo di fiori, resterà là ovunque la portino, è una cosa mia, l'ho fatto anche per papà, c'è il mio amore in parole dietro una fotografia nel bar di Molinella ...
Usciamo, voglio abbracciare Gianni, nel suo pensiero era mio fratello ... ho bisogno di abbracciarlo ... è impegnato a parlare, sorride e trattiene le lacrime, frasi di circostanza ... continuo a guardarlo, mi vede, s'avvicina, ohh, " c'era una foto tua, te la dò " Un tuffo al cuore, devo aspettare ancora, ci son persone che hanno bisogno di dargli conforto, non abbraccia nessuno se non in un tocco e via ... Ecco, finalmente, " Gianni ... " vorrebbe questa distanza anche con me, non esiste, lo abbraccio, un secondo e si discosta, lo riabbraccio e stavolta voglio stare stretta un pò di più, mi batte sulla schiena, ok, no, non è ok, prima di lasciarlo me ne rifila altre quattro, ora sì, ti lascio andare ... penso che mi perdonerà l'invadenza, c'è dentro di lui un mondo di parole che rimangono chiuse e avevo bisogno d'essere invadente ... ha buttato il suo diario, lo dice perchè credo che ne sia pentito " tanto sapevo cosa c'era scritto là dentro " l'avrei tenuto, anche sigillato e reso appena Alessandro me l'avesse chiesto ... non andrà così ...
Dio, ci sono persone che non vedo da almeno vent'anni. Davide ha la scatola con i santini in mano, sopra c'è una busta e tra le due un foglio. No. Sbircio verso il mazzo, il nastro è sciolto, indico il foglio, non ho il coraggio di dire nulla ... mi guarda come un buffo rimprovero " beh, che c'è ? cosa vuoi ?! " " ... nulla, emh, no, no nulla". Lo sa, lo so ... Gianni, non so nemmeno da dove sia ricomparso, mi mette in mano una foto, la mia ... 1972 Sinceri auguri ... vestitino rosso, le mani in alto pronte a pigiare i tasti del piano ... sorrido e piango e sorrido ... ah. Il maglione giallo " su, non farti prendere dalla nostalgia! Era inquietante il tuo vestitino rosso!!! " Torno a ridere, Davide è così !... due passi scostandomi un pò per restare a guardare la foto e l'amore con cui Nella l'ha tenuta vicina ... " Ma tu sei Silvia ? si! Ti ho riconosciuto dal sorriso !! " ....Dal sorriso ? Sono andata via da Via Bellaria che non avevo nemmeno 18 anni e mi riconoscono dal sorriso ? ... " sì, sono io, signora Baruffa ! " " ... e la mamma ? " " E' la, sta parlando con la Barberis " " Com'è cambiata !" " ... già cambiamo tutti " ... o quasi !!!!

 ... Ciao Nella, ho preso il numero di telefono di Davide, sei bellissima nella foto, mamma ha detto che somiglia a quella che abbiamo scelto per la nonna, Alessandro è bellissimo, ti abbraccio, ti abbraccio forte, anche io ti voglio bene, ciao, sì ... ci vediamo.

martedì 27 settembre 2011

Cornelia ... una vita

...era una persona " mia ", un rapporto " mio " ed ogni parola che giunga dall'esterno per confortare la mia improvvisa solitudine, mi suona inopportuna. Voglio silenzio, continuate pure in quello che state facendo, chiedetemi qualsiasi cosa come non fosse successo nulla o, al massimo, abbracciatemi di sorpresa, in silenzio. Niente di tutto ciò che mi è venuto a mancare ora riguarda altri che me ed è irreparabile ... voglio solo poter abbracciare i suoi, sentire le loro voci parlarmi di lei o confondere le mie lacrime alle loro e i miei sorrisi ai loro nel ricordo della mia beata, lieve, protetta, accudita, saggia infanzia ... Lo so che si vive nel ricordo di chi resta, lo so che quel che si riceve rimane nella carne, nel cuore, lo so che la vita termina e che ci si consola nel pensiero che non ci sia stato dolore, lo so, lo so ... vorrei silenzio ... mi mancheranno le sue telefonate infinite dove si scusava mille volte se si ripeteva, se perdeva il filo del discorso, se doveva richiedermi il nome dei miei figli, se la sua testa era così, " come sempre" e scherzavamo dicendolo e la sentivo sorridere mentre finivamo insieme le sue frasi o la riportavo nel punto di un discorso che s'era perso in altri cento incipit e duecento prologhi....mi mancherà la sua voce, il suo amore: " sei la figlia che non ho mai avuto e sempre voluto" ... voglio silenzio ... vi continuo al fianco, fate come sia successo nulla, lei era una persona solo " mia ".

sabato 24 settembre 2011

... lo ammetto ...

... volevo abbandonare questo blog. Lo so, l'ho pensato e detto più di una volta, offesa dalla frustrazione di un' eco che non tornava e m'han fermato mille voci che parevano volermi sorreggere, spronarmi ad essere, senza attesa, senza pretesa, piene di speranza, nutrienti come un amore pulito, occhi e anime che parevano guardarsi di fianco, alcune col naso all'insù, voci inaspettate alcune delle quali ho voluto sentire il suono, confrontare il mio piccolo mondo, accoccolarmi nella loro anima perché vere, così vere da parere incredibili ... e le ritrovo, sfogliando il mondo delle emozioni che m'hanno percorso e che ho sigillato qui, ritrovo tutti e m'assale la sensazione d'aver perso qualcosa, d'essermi chiusa, di non esser Viva come lo ero ... e di nuovo, la frustrazione per la mancanza, i pianti come un'innamorata che sa che non sarà mai più, il dolore della difesa oltraggioso quanto l'offesa ... volevo lasciarlo così, come si lascia un diario nel cassetto per ritrovarlo quando si riprende in mano la vita e si ha voglia di sorridere o di commuoversi per ciò che è stato ... Non ne ho avuto il coraggio, non riesco, non posso e in realtà non voglio, mi sembra così contro natura, la mia, ovvio ! Che esempio sarei per me se rinnegassi il mio nome, la mia vita? Se accantonassi ciò che in realtà riconosco come Vita ? Se non sopportassi la fatica di comprendere cosa ho cercato, come l'ho vissuto, cosa ho capito e come sono cambiata ? Come potrei, io, non mettermi in gioco ancora, dopo essermi sentita sconfitta e fallibile, dopo aver capito che la speranza e i sogni sono solo il modo più dolce per crescere e aver  trovato un nuovo significato ad entrambi ? ... Mi sono sognata coi capelli bianchi, sorpresa, sì, ma sorridente, potevo tingerli se avessi voluto, ma ho guardato in quello specchio e mi son detta," ... e sia così e così sia, è questo il segno : io ho vissuto ! "