
... un giorno d'inferno, un giorno di morte, un giorno solo, terribile, come altri mille giorni che avevo già superato mentendo a Ida, nascondendole il vero dolore, parlando di altri dolori, meno presenti, meno cocenti, irrisolvibili .... e lei mi ascoltava. Anche ieri le ho mentito, ho trattenuto la rabbia, l'ho rassicurata della mia forza, ho mentito perchè voglio andarmene ... Ho conosciuto la felicità, lo riconosciuta anche tra le pieghe in cui la tieni stropicciata, l'ho sentita perchè mi appartiene ed era mia, l'ho desiderata talmente tanto e ci ho creduto talmente tanto da non aver la forza d'aspettarmi altro, ogni piccola indifferenza, così, m'ha ricacciato in un giorno di morte, di morte e di inferno, il posto del vuoto, dove io non mi sento, dove la rabbia, che tengo legata, ha il sopravvento ... ecco ero lì, ieri, assordata dalle sue urla, rapita dal suo dolore mi sono abbandonata, affidata a lei, non avevo più forze, non ero più niente, niente di buono, niente di ciò che ho desiderato essere, niente di me, nemmeno Silvia era il mio nome, non ero NIENTE. Ho indossato la maschera della Paura, figlia del Perpetrato dolore e dell' Indifferenza, e ho travolto ogni cosa, calpestato chiunque, sputato ogniddove, rinnegato l'amore, schifato la serenità ... Ma così io non posso vivere, io non sono questo, io non so portare maschere, non so vivere di Male ... e l'ho cacciato fuori questa notte, dopo aver travolto di parole il mio compagno. Ho pianto scappando mille volte dal nostro letto per non svegliarlo, poi, l'ultima volta mi ha sentito e mi ha abbracciato. Mi ha abbracciato, nonostante tutti i bisogni che gli ho rinfacciato, tutte le mancanze di cui l'ho accusato, i brutti modi in cui l'ho investito ... Dio, io che mi sentivo persa e arida e morta per aver detto tutto quel che m'ha pesato e avevo usato il pugno d'acciaio al posto del guanto di velluto, lui mi ha abbracciato, ha fatto di se la mia serenità, mi ha compresa con le braccia, ha stretto i miei singulti, m'ha fatto sentire tutto quello che siamo stati, la nostra storia, la nostra forza, il nostro vivere sereni ... per mano, insieme, guardando avanti, ancora una volta ...
... e mi chiedo quanto di ciò che è gliel'ho insegnato io, quanto ha valso la mia pazienza, il mio rispetto, il mio privarmi di cose ingenue l'ha reso pronto a restituirmi le stesse attenzioni nel momento in cui io mi stavo lasciando andare ... Ma è così, questo è il mio posto sereno, costruito attimo per attimo, senza troppo ragiunarci su, fatto come respirare ... allora è questo l'Amore ... a volte basterebbe ricordarlo.