giovedì 18 agosto 2011

... rivoluzione ...


... perchè tutti mi chiedono se non abbia mai avuto voglia di rincontrare Ida: no ... mento, una volta avrei voluto tornare a lei, ma l'orgoglio, la stima delle mie capacità, l'inezia del bisogno mi hanno fatto decisamente desistere ... Vedi, Ida è stata chiara da subito con me, io stessa l'ho investita con le mie parole e le mie lacrime, con tutto il peso che, accumulato dentro, doveva riversarsi fuori e lei m'ha detto che dovevamo sceglierci. In verità io l'avevo già scelta, per la stima respirata attraverso chi mi parlò di lei e riscelta per la persona cui l'associavo a certi miei ricordi : " lei non capisce che questo è sbagliato, lei ti forza ad accettare una situazione, una persona che fa bene alla sua anima inquieta, tu devi dirglielo che non ti va, che non è giusto, che sai cosa tocchi e non ti fa piacere" -" potrei dirle che mi fa proprio schifo e di lui non mi fido " ... passato remoto; chi ti cambia la vita, non è detto che tu abbia voglia di condividerne la vita ... magari lo speri morto per il male che non verrà mai sanato se c'è chi lo riporta alla luce ... ero adolescente, le mie erano solo pulsioni di prova, adoravo chi non si fermava all'apparenza schiva, alla battuta pungente, all'aspetto alternativo e provocatorio .... o chi mi somigliava ... mia madre mi ha reso preziosa: sguardo alto e docile pazienza, orgoglio e stima di sè, flessibile e integra sebbene abusata, abusata ... Io sono quella che crede, crede che qualsiasi cosa possa cambiare, che la mia parte sia marginale e incisiva : sono il tuo specchio e tu sei il mio, sebbene opposti nei sensi, in un punto convergono ... quindi: smetti di sperarlo morto, t'accontenti di saltare sul suo letto di morte ... poi, la vita ti cambia o trovi il modo per cambiarti la vita, precipiti e poi voli e scopri d'avere le ali, te le sei guadagnate, sono preziose, le hai volute ed ottenute ... non pensi mai che ci sia una parte che non dipende da te alla quale devi imparare ad assoggettarti ... il passato scompare e ricompare e non ti interessa più se è vivo o se è morto, c'è troppo altro di cui volerti occupare .
Ida sgridava il mio possibilismo, le mie pulsioni egoiche, fui brava a mitigarmi, fu brava ad avere fiducia nella mia capacità di riprendere consapevolezza del mio Io ... le piacevano i miei sogni e mi sbalordiva il suo rivedersi in questi, ma detestava una parte della mia passionalità, non tollerava l'energia che secondo lei sprigionavo pericolosamente in maniera così impudica, ma lo dicevo a lei, solo a lei e se non temevo il suo giudizio e se non provavo vergogna, perchè trattenere i miei pensieri?... la vedevo faticare nel mantenere un espressione di contegno mentre la stizza le faceva roteare gli occhi e poi chiuderli mentre la mascella si serrava, poi prendeva fiato, spezzando il respiro rimasto sospeso e ragionava ad alta voce ... era in questi momenti che partiva il suo lapsus, dapprima mi indispettiva sentire un nome mai pronunciato, poi dopo averla corretta più volte, e aver scoperto di lei troppo, ero io a faticare per tenere il riso in gola ... mi dispiaceva, mi dispiaceva saper troppo, mi dispiaceva generare in lei difese, mi dispiaceva non poter essere più libera di svuotare il mio peso, il mio abisso o la mia onda ... anche con lei ho dovuto omettere ... ed è questo che mi ha cambiata nel nostro rapporto. Lei era il mio ascolto migliore, sopra le parti, abbastanza autorevole, abbastanza obbiettivo, s'era districata nella mia confusione, m'aveva lasciata parlare, m'aveva ripresa per non lasciarle spazio, aveva accolto le mie lacrime senza compatirmi,era stata il mio specchio, il ripetersi delle mie parole, il trovare le parole adatte al mio pensiero, poi s'era spaventata del mio ridere su ogni cosa, aveva compresso le mie possibilità, aveva ristabilito limiti che non erano stati previsti, ma avevamo cominciato a sorridere insieme ...
... e decidemmo che era il momento di lasciarci, non per sempre e non mai più, il modo migliore per circoscrivere un rapporto è la memoria di ciò che è stato, di dirsi ciò che si è temuto e superato,di ammettere l'una l'importanza dell'altra per suggellare il progresso e la riuscita del cambiamento e avere ancora speranza ... non avevo risolto tutta la mia vita, per fortuna sapevo di avere tante cose per cui garbatamente osare, ma avevo ripristinato e riordinato il caos che s'era messo a fare il mio passato intromettendosi pesantemente nel presente : l' ego taciuto, un es stupefacentemente connesso, un io smarrito e fortemente determinato a mitigare l'impatto di un inevitabile schianto ... ho planato, imparato, ma non so veramente adeguarmi a questo passo, son brava per quanta poca fatica ci metto, ma dentro parlo e parlo un sacco ... se fossi artista, non sarei nulla di buono, l'ispirazione è stata sublimare l'amarezza, fuggire avanti, in ogni modo per trovare una ragione che non mi è stata mai spiegata, costretta a trovare da sola la soluzione, sarà per questo che odio gli scacchi, io non ho nessuna strategia, obbligata alla sopportazione e condotta all'umiliazione, miserevole approdo di cordoglio e paura ... non vidi nulla sopra la rupe, solo grigiore e silenzio ... non c'era nulla, lo avevo intuito, ma ne ero confusa : come può essere ciò che sento, se quel che provo si regge a se stesso ... non è possibile che abbia fatto tutto io, ... ora non lo escludo !

Nessun commento:

Posta un commento